Emma Bonino – aborto pompa da biciclette e presidente della repubblica

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Una donna che ha calpestato ogni legge morale e giuridica, arrivando alla soppressione di oltre 10.000 vite umane, può ricoprire il ruolo di più alta carica dello Stato Italiano? Questo interrogativo è d’obbligo nei giorni di fine mandato di Napolitano. Fallito clamorosamente il toto-papa per il conclave di pochi mesi fa, una nuova lotteria è in corso tra i quotidiani nazionali. Le scommesse sono aperte: chi sarà il successore di Napolitano al Quirinale? Su tutti, un nome che sembra ricevere l’acclamazione bipartisan sempre più convinta è quello di Emma Bonino.

Sembrerebbe in effetti il nome ideale. Anzitutto è donna, e a leggere i quotidiani sembra che questo sia un vantaggio per la nomina a futuro capo dello Stato. Possiede un’indubbia esperienza internazionale, in particolare come Commissaria europea e come Eurodeputata a Strasburgo. Soprattutto: si è distinta per molteplici lotte nobili per i diritti civili, contro la fame nel mondo, contro la violenza, contro le discriminazioni. Una paladina degli emarginati benvoluta da tutti, a partire dal premier Monti che l’ha più volte indicata tra le sue prime scelte per il Quirinale.

Nel passato della Bonino ci sono però aspetti su cui troppo spesso si sorvola. Non solo la partecipazione al gruppo Bilderberg, il discusso ed oscuro meeting in cui si radunano un centinaio tra le personalità più influenti e potenti della terra, tra cui numerosi banchieri.

Tra le sue tante battaglie combattute, una delle prime che l’ha lanciata nell’establishment mondiale è stata quella per il diritto all’aborto. E’ il 1973: la legge 194 per regolamentare le interruzioni volontarie di gravianza non ha ancora visto la luce. In sostanza: praticare aborti è un reato punito con la reclusione da due a cinque anni. Ma per cambiare una legge da lei considerata ingiusta, la paladina dei diritti civili e della legalità è disposta a tutto. Anche a fondare il CISA, Centro d’Informazione sulla Sterilizzazione e sull’Aborto.

Attraverso il CISA Emma Bonino pratica in quegli anni 10.141 aborti illegali. Un numero reclamato con fierezza, ed effettivamente compatibile con i 4.000 aborti all’anno dichiarati in un depliant informativo del CISA risalente al 1974. Per condurre questa battaglia falsamente etica e realmente omicida, la Bonino giunge anche ad autodenunciarsi alle autorità per procurato aborto. Con un piccolo dettaglio: il processo a suo carico non avrà mai luogo in quanto, eletta in Parlamento, giova dell’immunità parlamentare.

Emma Bonino pratica aborti con una pompa da bicicletta e un barattolo di marmellata

Ma sono le sue parole ad essere davvero agghiaccianti, più della foto che la ritrae mentre lavora. In un’intervista del 1975 racconta al settimanale Oggi le modalità con cui procura gli aborti, ovvero “con una pompa di bicicletta, un dilatatore di plastica e un vaso dentro cui si fa il vuoto e in cui finisce il contenuto dell’utero”. “Io uso”, spiega con dovizia di particolari, “un barattolo da un chilo che aveva contenuto della marmellata. Alle donne non importa nulla che io non usi un vaso acquistato in un negozio di sanitari, anzi è un buon motivo per farsi quattro risate“.

Una totale mancanza di rispetto non solo della vita, ma dell’umanità stessa delle donne, spinte a “farsi quattro risate” davanti ai resti dei loro figli trattati come confettura. Parole incommentabili, letteralmente. Gravidanze come malattie, figli come virus da estirpare. Soprattutto, una noncuranza ed una superficialità allucinanti nel trattare un mistero enorme come quello della vita.

L’aborto resta un tema delicatissimo, un trauma che molto spesso le stesse donne faticano a superare, come testimoniano svariati studi sulla sindrome post-aborto. Chiudere gli occhi, trincerandosi dietro la legge 194 non serve a nulla. Illudersi che “l’essenziale per le donne è fare l’aborto senza pericolo e senza soffrire”, come la stessa Bonino dichiarava nel 1975, è un inganno pericolosissimo. Ed una cosa è certa: una donna ingannata su un tema così delicato non può fare il bene della nostra nazione.

9 COMMENTS

  1. […] El folleto de CISA que incluía la foto, tenía una cita de la propia Bonino describiendo su máquina que incluía “una bomba de bicicleta, un dilatador plástico y un recipiente [jarro] con el que se crea vacío y se extraen los contenidos del útero.” […]

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