Giubileo: istruzioni per l’uso. Porte Sante, indulgenze, pellegrinaggi…

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San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura sono le quattro basiliche papali dove sono e saranno aperte le porte sante, ma ad esse si aggiungono le tre chiese che compongono l’itinerario tradizionale delle “sette chiese”, vale a dire San Lorenzo fuori le Mura, Santa Croce in Gerusalemme e San Sebastiano fuori le Mura.

In queste chiese giubilari si potrà ottenere l’indulgenza compiendo le condizioni previste. L’indulgenza Plenaria è elargita in occasione del Giubileo: ci si deve accostare con cuore contrito al sacramento della Penitenza. Bisogna compiere un pellegrinaggio in una delle grandi Chiese Giubilari. Oltre a visitare queste chiese si deve partecipare alla Santa Messa, oppure se non fosse possibile si possono recitare preghiere: Lodi, Vespri, Via Crucis, Rosario, Adorazione concludendole col “Padre Nostro”, la “Professione Fede” e “l’ Ave Maria” . La preghiera va recitata secondo le intenzioni del Santo Padre. Infine ci si deve impegnare in opere di carità e penitenza che esprimono la conversione del cuore.

Cos’è  l’indulgenza? L’indulgenza è l’espressione dell’amore indulgente e misericordioso di Dio nei confronti dell’uomo peccatore.  L’indulgenza è la remissione della pena temporale per i peccati già “perdonati” da Dio attraverso la Confessione.

La teologia cattolica insegna che ogni nostro peccato ha duplice conseguenza:

– Genera una colpa che è rimessa all’assoluzione sacramentale nella Confessione, attraverso cui il peccatore è rimesso allo stato di grazia e alla comunione con Dio.

– Comporta una pena che permane oltre l’assoluzione. L’uomo peccatore, pur riconciliato con Dio, è ancora segnato da quei “residui” del peccato che non lo rendono totalmente aperto alla grazia.

La pena temporale può essere scontata sulla terra con preghiere e penitenze, con opere di carità e con l’accettazione delle sofferenze della vita.Per estinguere il debito della pena temporale la Chiesa permette ai fedeli battezzati di accedere alle indulgenze.L’indulgenza può essere parziale (è solo un passo nel cammino di purificazione) o plenaria, totale (com’è quella giubilare), perché è una grazia straordinaria che guarisce completamente l’uomo, facendone una nuova creatura.

Cos’è il pellegrinaggio? Come scrive Francesco nella bolla Misericordiae Vultus: “Il pellegrinaggio è un segno peculiare dell’Anno santo perché icona del cammino che ogni persona compie nella sua esistenza. La vita è un pellegrinaggio e l’essere umano è viator, pellegrino che percorre una strada fino alla meta agognata”.

Che significato ha la Porta Santa? Gesù ha detto: “Io sono la porta” (Gv 10,7) per indicare che nessuno può avere accesso al Padre se non per mezzo suo. Gesù è l’unica via di accesso alla salvezza. Di conseguenza il passaggio attravero la Porta santa evoca il passaggio che ogni cristiano è chiamato a compiere dal peccato alla grazia attraverso Cristo, che chiama tutti a partecipare ai frutti della redenzione del Signore e della sua misericordia. Papa Francesco ha ricordato nella Misericordiae Vultus: “Attraversando la Porta Santa ci lasceremo abbracciare dalla misericordia di Dio e ci impegneremo ad essere misericordiosi con gli altri come il Padre lo è con noi”.

Che cosa significa Giubileo? Viene detto anche Anno santo, perché promuove la santità della vita dei credenti. Chiedeva Papa Paolo VI in occasione dell’Anno santo del 1975 (Discorso a tutti i pellegrini dell’Anno Santo): “L’Anno santo pone la questione: tu conosci te stesso? Che cosa sai di te stesso? Chi sei? Sei cristiano? E che cosa significa essere cristiano?“. Dunque è l’anno della remissione dei peccati e delle pene per i peccati, della conversione e della penitenza sacramentale. Per Papa Francesco sarà “un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre più nel cuore del Vangelo dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina“.

Papa Francesco ha affermato: “Le porte sono tante, la porta è una perché è Lui. Non sono un teologo. Non chiedetemi disquisizioni troppo sottili. Ma so cosa è restare fuori da una porta, so cosa è posare la fronte sui battenti chiusi e piangere,so cosa sono i battenti di un cuore che si aprono. So che occorre traversare spesso una porta che non si sa bene cosa riserva. La Porta è aperta e vicina. Non siamo figli di un Dio che sta seduto su un monte lontano, dietro porte chiuse, raggiungibili solo a costo di fatiche disumane. Siamo amici di un Dio che ha aperto, che ha mandato il suo Figlio, il suo pezzo di cuore, a essere porta, a scardinare le serrature della legge, a far saltare gli alti battenti della morte.”

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