#NessunoCercaPiùIPokemonPerStrada? …E I VACCINI ? 

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#VACCINI. Perché tornare sulla questione? Perché ora è la fase delle catene su WhatsApp. È si la “vita” del cyber spazio è fatta di fasi, meteoritiche fasi, … Ricordate? Certo che non ricordate! … Nessuno cerca più i Pokemon per strada … e nessuno che va giù di sermoni di vario tipo sulla questione (appena un anno fa circa) sui vari social media.
Ora dirò qualcosa che #allombradelcampanile è sicuramente poco politically correct, ovvero non esiste solo la questione #CharlieGard, per quanto sia drammatica questa vicenda, la nostra ragione deve restare vigile e capace di focalizzare la pluralità di eventi che vengono evidenziati nel nostro tempo. Anche perché non abbiamo certamente bisogno di costruirci ulteriori specchietti per le allodole, anche da soli.
Quindi tornando al caso in questione, la domanda che mi sorge spontanea è la seguente: come mai una prassi storico-scientifica così consolidata (sono stato bambino anche io) come quella delle vaccinazioni in età infantile viene messa così violentemente in discussione?
1. La coscienza che esistono interessi particolari delle multinazionali farmaceutiche. Certo questo è vero, ma l’iper-capitalismo non esiste da oggi (negli anni ’80 e 90 esisteva già da molto tempo), per quanto un’accelerazione del fenomeno è avvenuta sicuramente nell’ultimo decennio.
2. L’aumento dei casi in cui il rischio effetti nocivi della vaccinazione è stato empiricamente verificato. Credo che anche qui la scienza medica e farmacologica, ormai da molto tempo, preveda che vengano statisticamente rilevati, i potenziali effetti collaterali negativi causati da una profilassi. Anche di fronte a casi speciali, ovvero in presenza di preesistenti disabilità, patologie, disfunzioni fisiologiche.
Per cui, passatemi il termine, nel bilanciamento “costi-benefici” probabilmente le ricadute positive superano in maniera rilevante gli effetti negativi.
3. Siamo più informati grazie a Internet, anche questo è vero, ma allo stesso tempo è vero anche il contrario… Ne parleremo meglio tra poco.
Dunque, almeno per quanto mi riguarda, resta ancora la domanda di cui sopra.
A questo punto vorrei cercare di evidenziare, quali sono i fattori differenzianti, di natura tecnica – culturale – socio-antropologica, tra il periodo in cui per esempio mi sono vaccinato io e oggi.
Questi non sono elencati necessariamente in ordine di importanza:
1. L’abbiamo citata prima: Internet. Questa incredibile risorsa del nostro tempo negli anni ’80-’90 possiamo dire che non esisteva, tante cose quindi non le sapevamo e forse alcune cose le venivamo a sapere meglio di come oggi avviene. E sì! Perché Internet è nemica sia del pensiero profondo (ovvero della capacità di elaborare le informazioni e di memorizzarle a lungo termine) sia, e molto spesso, della qualità di queste stesse informazioni. È vero che oggi accediamo a più dati ed eventi ma è altrettanto vero che siamo anche più a rischio disinformazione o anche peggio pilotaggio delle notizie … Troppo spesso siamo superficialmente e qualunquisticamente informati, inoltre, la cacofonia di notizie che rimbalzano sul web è un ulteriore fattore generativo di caos e incertezza.
2. “Oggi i ragazzi non vivono … Vanno in onda…”: così diceva un mio carissimo amico che lavorava nel mondo dello spettacolo. Questo è un inevitabile retaggio culturale, della cosiddetta società dell’informazione, ovvero nulla esiste (nessun pensiero – nessuna idea – neanche me stesso) se non è rappresentabile e rappresentato, anzi sarebbe meglio dire sovra-esposto, sui media; e quando parliamo di mezzi di comunicazione, oggi ovviamente ciò che conta e la fa da padrone, sono i sistemi che creano relazioni virtuali tramite il web. Questa compulsiva tendenza a trasformare in #verità solo le cose trasferibili nella realtà digitale, sta minando alle fondamenta anche la deontologia delle professioni a più rilevante impatto sociale. I medici, i magistrati, i giornalisti (questi forse per primi insieme ai politici e ai pubblici amministratori), gli accademici, scienziati e ricercatori, ecc. “vivono” condizionati dalla “doxa” digitale, la qualità del loro fondamentale lavoro che dovrebbe consolidare le basi (appunto le fondamenta) di intere società, è potentemente “contaminata” dalla vaporea, evanescente, inconsistenza del cyber-pensiero. Per non parlare del fatto che ormai stiamo allegramente costruendo (la prima fase di “tablettizzazione” avviene a tre anni sotto gli scroscianti applausi di genitori e parenti) delle generazioni di #TecnoIoni (e la parte “… ioni “potete immaginare da quale parola arrivi).
3. Ultimo ma non ultimo, siamo in presenza di una radicale, ri-mappatura geo-demografica delle popolazioni del pianeta, e l’area del Mediterraneo è potentemente interessata da questo fenomeno. E’ inevitabile infatti che i massicci flussi migratori, stiano portando nel nostro paese, porta d’entrata dalle ben oliate cerniere (e nessuno attacca la porta di entrata), adiacente al Nord Africa, dei nuovi potenziali agenti biologici che potrebbero impattare sulla fisiologia della cittadinanza residente. Anzi per dirla tutta il combinato disposto immigrazione-qualità igienico sanitaria globale-cambiamento climatico sta probabilmente accelerando processi che non erano assolutamente nella testa (dall’opportunistico pensiero a breve termine) della classe dirigente lato senso.
Qualche spunto per cercare di andare con lo sguardo un po’ più in là nulla di più… Di questo siamo sicuramente responsabili verso in nostri ragazzi e verso la nostra casa comune.

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