Papa Francesco: il gender? “Una guerra mondiale contro la famiglia!”

In Georgia papa Francesco a 360° su matrimonio, gender, omosessualità.

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“Un grande nemico del matrimonio, oggi, è la teoria del gender” così ha dichiarato il Pontefice rispondendo a una delle quattro domande poste da alcuni consacrati e laici nel suo viaggio in Georgia “oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio. Oggi ci sono –  ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee – ci sono colonizzazioni ideologiche che distruggono. Pertanto, difendersi dalle colonizzazioni ideologiche”.

Nel suo viaggio apostolico in Georgia il Pontefice non si limita a sottolineare una delle cause più grandi, ma coglie la palla al balzo per sottolineare l’importanza del sacramento del matrimonio e afferma “il matrimonio è la cosa più bella che Dio ha creato, l’uomo e la donna che si fanno una carne sola sono l’immagine di Dio. Quando si divorzia una sola carne, sporca l’immagine di Dio. Paga Dio e pagano i figli. Quanto soffrono i figli piccoli, quando vedono le liti e la separazione dei genitori” e continua a parlare a braccio, come se volesse dare una risposta a tutto e a tutti perché nulla sia equivocabile.

Come si possono aiutare le coppie? Il Papa spiega qual è il compito della chiesa in questi casi: “Si aiutano con l’accoglienza, la vicinanza, l’accompagnamento, il discernimento e l’integrazione nel corpo della Chiesa. Accogliere, accompagnare, discernere e integrare”.

Poi consegna parole di incoraggiamento a tutte le coppie “E’ normale litigare, ma non si deve finire la giornata senza fare pace” perché “la guerra del giorno dopo è pericolosissima”. Per far andare bene avanti il matrimonio, bisogna ricordare anche le tre “parole d’oro”: “Posso?”, “grazie” e “scusa”.

Massimo Gandolfini, promotore del Family Day ha commentato l’intervento del Papa:

Pope Francis during the meeting with the people assisted by the workers of the Church Charities at the Centre of the Camillian Fathers, Tbilisi (Georgia), 01 October 2016. ANSA/ LUCA ZENNARO
ANSA/ LUCA ZENNARO

“Il Santo Padre ieri ha riaffermato quello che dall’inizio del suo Pontificato sta dichiarando, cioè la terribile pericolosità dell’ideologia di gender. L’aveva definita in passato “uno sbaglio della mente umana” e ieri ha ribadito un altro efficacissimo concetto, che è quello della “colonizzazione ideologica”.

Le teorie gender stanno progressivamente invadendo la nostra società, soprattutto – e questo è ancora più pericoloso – si sta tentando anche in Italia di introdurre l’ideologia del gender con percorsi educativi all’interno della scuola, il che vuol dire che le vittime sono i bambini, gli adolescenti, i giovani, quindi le persone che sono meno attrezzate per poterlo comprendere e contrastare. E poi, efficacissimo, veramente provvidenziale, è stato che il Santo Padre abbia voluto legare questa ideologia alla fattispecie del matrimonio. Anche noi da sempre diciamo che il gender è una vera e propria “bomba atomica” messa nel cuore della famiglia.

C’è chi dice che la teoria del gender sia una montatura, che non esista. Massimo Gandolfini risponde a questa provocazione: Chiunque continui a sostenere una cosa di questo genere, le possibilità che ha per sostenerla sono due: o è in malafede oppure è ignorante. Perché l’ideologia di gender ha delle basi filosofiche profondissime: nasce agli inizi degli anni Cinquanta, si fortifica negli anni Settanta-Ottanta e poi si radicalizza ai nostri giorni e ha quindi autori, sociologi, psicologi, medici, filosofi che hanno contribuito a costruirla. Tante volte viene utilizzato l’escamotage di dire: “Il gender non esiste; esistono gli studi di genere”, i “gender studies”, alla fine degli anni Settanta-inizio anni Ottanta negli Stati Uniti. Va subito detto con chiarezza che si tratta sì di due cose diverse, ma i “gender studies” nati come tentativo di risolvere la disuguaglianza di dignità e di diritti che esisteva tra l’uomo e la donna – tentativo sacrosanto, soprattutto in quegli anni – è diventato progressivamente la fucina di ulteriore implementazione dell’ideologia di gender. Perché si è poi arrivati a dire che non si trattava soltanto di emancipare la donna rispetto a una condizione di subordinazione, come era in quegli anni, rispetto all’uomo. Ma si trattava di poter mettere a disposizione categorie di appartenenza di genere diverse. E si passa così dall’idea (basata su tutta la storia antropologica dell’uomo) che esistono due generi, perché esistono due sessi, all’idea che esistono due sessi in ambito medico-biologico, e che i generi di appartenenza – essendo motivati dalla libera scelta e dal desiderio del soggetto – sono diventati progressivamente quattro, sette, otto, dieci: oggi siamo a 58 generi diversi.

Nel viaggio di ritorno dalla Georgia Papa Francesco risponde a diverse domande dei giornalisti i quali riprendono più volte i temi  sull’ omosessualità e  sul gender.

Condanna ancora una volta con fermezza l’ideologia gender, la “cattiveria” dell’indottrinamento, soprattutto dei ragazzi nelle scuole “per cambiare la mentalità”, quelle forme che chiama “colonizzazioni ideologiche”.

Poi parla di un ragazzo spagnolo che ha cambiato sesso e ribadisce la necessità di avere un cuore aperto. Affermando “Le tendenze o gli squilibri ormonali danno tanti problemi e dobbiamo essere attenti a non dire: ‘Ma, tutto è lo stesso, facciamo festa’. No, questo no. Ma ogni caso accoglierlo, accompagnarlo, studiarlo, discernere e integrarlo”.

Questo – afferma – “E’ quello che farebbe Gesù oggi”, poi aggiunge: “Per favore, non dite: ‘Il Papa santificherà i trans!’. Per favore, eh?”.

Sollecitato dai giornalisti sul tema dell’omosessualità il Pontefice afferma che ha accompagnato nella vita di sacerdote, di vescovo e anche di Papa, persone con tendenza e con pratica omosessuali: “Quando una persona che ha questa condizione arriva davanti a Gesù, Gesù non gli dirà sicuramente: ‘Vattene via perché sei omosessuale!’”.

C’è una continuità di pensiero tra i due Papi, Benedetto XVI,  infatti nel libro-intervista Luce del mondo , scritto in forma di conversazione con il giornalista tedesco Peter Seewald, nel capitolo 14 si legge: “Se qualcuno presenta delle tendenze omosessuali profondamente radicate – ed oggi ancora non si sa se sono effettivamente congenite oppure se nascano invece con la prima fanciullezza – se, in ogni caso, queste tendenze hanno un certo potere su quella data persona, allora questa è per lui una grande prova, così come una persona può dovere sopportare altre prove”.

Benedetto XVI scrive anche che “l’omosessualità non è conciliabile con il ministero sacerdotale, perché altrimenti anche il celibato come rinuncia non ha alcun senso”. Il Papa Emerito precisa comunque che gli omosessuali vanno rispettati come persone, che “non devono essere discriminati” perché presentano quelle tendenze. Il rispetto per la persona è assolutamente fondamentale e decisivo.

Tuttavia, osserva “il senso profondo della sessualità è un altro. Si potrebbe dire, volendosi esprimere in questi termini, che l’evoluzione ha generato la sessualità al fine della riproduzione”. “Si tratta – prosegue più oltre Benedetto XVI – della profonda verità di ciò che la sessualità significa nella struttura dell’essere umano”. Parlando poi della l’omosessualità come di “una grande prova” che una persona può trovarsi a sopportare, il Papa sottolinea che “non per questo l’omosessualità diviene moralmente giusta, bensì rimane qualcosa che è contro la natura di quello che Dio ha originariamente voluto”.

Le parole del Pontefice non sono piaciute all’Arcigay, che ha annunciato immediate contestazioni: “Umiliano milioni di vite – ha detto il presidente Paolo Patanè – che quotidianamente fanno i conti, in tutto il mondo, con l’oltraggio della discriminazione”.

Concludiamo con l’invito di Papa Francesco a leggere la lettura integrale dell’Esortazione apostolica Amoris Laetitia, dove dice “che esiste il peccato, la rottura, ma anche la cura, la misericordia, la redenzione” e mostra la via per risolvere i problemi: “Con quattro criteri: accogliere le famiglie ferite, accompagnare, discernere ogni caso e integrare, rifare”.

Invitiamo la Chiesa e tutte le sue realtà che ne fanno parte a seguire il suo Pastore, a seguire la verità. Chi non segue Pietro non segue la Chiesa, non segue la verità, non segue Cristo.

Tutti e dico tutti, volevamo delle risposte concrete, volevamo ci venisse espressamente detta la verità. Non possiamo certo affermare che il papa non sia stato abbastanza esplicito con tali parole.

L’unico appello che possiamo fare come giornale, ma soprattutto, come cristiani, è quello di seguire sempre la verità anche quando va controcorrente, anche quando verremo perseguitati da ideologie che nascondono con il pensiero unico. Ricordiamoci come è scritto nella Genesi “l’immagine di Dio non è l’uomo: è l’uomo con la donna. Insieme”.

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