Papa Francesco: Ricevere l’eredità, farla germogliare e darla.

“Memoria del passato, coraggio nel presente e speranza nel futuro.”

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“Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio. Oggi ci sono colonizzazioni ideologiche che distruggono, ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee. Pertanto, bisogna difendersi dalle colonizzazioni ideologiche.”

In molti si sono soffermati su queste parole pronunciate da Papa Francesco nel discorso rivolto ai sacerdoti, religiosi, seminaristi e agenti di pastorale il 1 ottobre 2016 presso la Chiesa dell’Assunta di Tbilisi.

Pochi hanno notato il racconto di Francesco sulla signora georgiana – ultra ottantenne – che è stata capace di viaggiare con il bus “otto ore o sei ore” dalla Georgia, alla città di Gyumri in Armenia per inconrare il Papa; ed il giorno seguente altre due ore fino a Yerevan, per incontrare il Papa. Che cosa pùò aver messo in cammino una donna ultra ottantenne per migliaia di chilometri?

Questo episodio è accaduto a giugno durante il precedente viaggio apostolico di papa Francesco e il papa ha voluto raccontare l’accaduto ai sacerdoti e alle religiose georgeane.

Un viaggio che ha colpito lo stesso Papa Francesco, che incontrandola per la prima volta a Gyumri e riconoscendola il giorno seguente a Yerevan ha esclamato : “Ma signora lei è venuta dalla Georgia…tante ore di viaggio. E poi due ore in più, per trovarmi..!” – “Eh si! E’ la fede!”, è stata la risposta.

Una testimonianza di Fede che il Santo Padre ha invitato a seguire, Così come l’apostolo Paolo diceva a Timoteo, ricevere l’eredità, farla germogliare e darla. Perché una pianta senza radici non cresce. Una fede senza la radice della mamma e della nonna non cresce.”

 

Ecco le parole del Papa:

…Mi è venuto in mente […] una cosa che è accaduta alla fine della Messa a Gyumri [in Armenia]. Finita la Messa, ho invitato a salire sulla “papamobile” Sua Eccellenza e anche il Vescovo della Chiesa Apostolica Armena della stessa città. Eravamo tre vescovi: il Vescovo di Roma, il Vescovo cattolico di Gyumri e il Vescovo Armeno Apostolico. Tutti e tre: è una bella macedonia! Abbiamo fatto il giro e poi siamo scesi. E quando io andavo a prendere la macchina, una vecchietta, lì, mi faceva segno di avvicinarmi. Quanti anni aveva? Ottanta? Non era vecchietta… Sembrava di più, sembrava ottanta e più… Io ho sentito nel cuore la voglia di avvicinarmi a salutarla, perché era dietro le transenne. Era una donna umile, molto umile. Mi ha salutato con amore… Aveva un dente d’oro, come si usava in altri tempi… E mi ha detto questo: “Io sono armena, ma abito in Georgia. E sono venuta dalla Georgia!”. Aveva viaggiato otto ore, o sei ore nel bus, per incontrare il Papa. Poi, il giorno dopo, quando andavamo non ricordo dove – due ore e più – l’ho trovata lì! Le ho detto: “Ma, signora, lei è venuta dalla Georgia… Tante ore di viaggio. E poi due ore in più, il giorno dopo, per trovarmi…” – “Eh si! E’ la fede!”, mi ha detto.

Tu hai parlato di essere saldi nella fede. Essere saldi nella fede è la testimonianza che ha dato questa donna. Credeva che Gesù Cristo, Figlio di Dio, ha lasciato Pietro sulla terra e lei voleva vedere Pietro.

Saldi nella fede significa capacità di ricevere dagli altri la fede, conservarla e trasmetterla. Tu hai detto, parlando di questo essere saldi nella fede: “tenere viva la memoria del passato, la storia nazionale e avere il coraggio di sognare e di costruire un futuro luminoso”. Saldi nella fede significa non dimenticare quello che noi abbiamo imparato, anzi, farlo crescere e darlo ai nostri figli. Per questo a Cracovia ho dato come missione speciale ai giovani quella di parlare con i nonni. Sono i nonni che ci hanno trasmesso la fede. E voi che lavorate con i giovani dovete insegnare loro ad ascoltare i nonni, a parlare con i nonni, per ricevere l’acqua fresca della fede, elaborarla nel presente, farla crescere – non nasconderla in un cassetto, no – elaborarla, farla crescere e trasmetterla ai nostri figli.

L’Apostolo Paolo, parlando al suo discepolo prediletto, Timoteo, nella Seconda Lettera, gli diceva di conservare salda la fede che aveva ricevuto dalla mamma e dalla nonna. Questa è la strada che noi dobbiamo seguire, e questo ci farà maturare tanto. Ricevere l’eredità, farla germogliare e darla. Una pianta senza radici non cresce. Una fede senza la radice della mamma e della nonna non cresce. Anche una fede che mi è stata data e che io non do agli altri, ai più piccoli, ai miei “figli” non cresce.

Dunque, per riassumere: per essere saldi nella fede bisogna avere memoria del passato, coraggio nel presente e speranza nel futuro.

Papa Francesco

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